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Adolescenti iperconnessi: tra libertà digitale e rischi

Il lato nascosto della vita online e come affrontarlo


Dott.ssa Manuela Occhetti



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In media, un preadolescente trascorre utilizzando il telefono circa 40 ore a settimana, un adolescente tra i 13 e i 19 anni, spesso quasi cinquanta. Se ci pensiamo, molti lavoratori svolgono la propria occupazione per la stessa quantità di ore ogni settimana. Come porsi di fronte a questo dato?


I dispositivi elettronici e i social media costituiscono parte della quotidianità della maggior parte delle persone in varie parti del mondo, a prescindere dalla loro età. Tra tutti, coloro che per primi hanno vissuto la preadolescenza e l’adolescenza avendo accesso illimitato ad una realtà alternativa a quella “reale” sempre in tasca, costituiscono la cosiddetta Generazione Z, ovvero le persone nate dopo il 1995 fino al 2010.

Essi sono i primi ad aver sperimentato un enorme cambiamento, che Jonathan Haidt nel suo libro “La generazione ansiosa”, definisce La Grande Riconfigurazione, una transizione a livello mondiale caratterizzata dai cambiamenti delle tecnologie, divenute sempre più alla portata di tutti, sempre più essenziali nella quotidianità, ma al tempo stesso sempre meno controllate.


Avere Internet sempre disponibile, spesso illimitato sul proprio smartphone e poter scaricare liberamente tutte le app di social media più diffuse ha contribuito a questo cambiamento, ma ha portato con sè alcune conseguenze negli adolescenti di oggi.



Deprivazione sociale

Le interazioni mediate dall’uso del telefono hanno una qualità, una vicinanza e un’intimità ridotte rispetto a quelle a tu per tu; la capacità di prestare attenzione agli altri viene compromessa spesso dall’arrivo di una notifica, dalla vibrazione del telefono e questo implica scambi e interazioni frammentate. 

I cambiamenti degli ultimi decenni hanno devastato la vita sociale degli adolescenti che sono connessi in modo estremamente facile a tutto il mondo, ma disconnessi dalle persone più vicine a loro. Spesso vivono amicizie e relazioni sentimentali superficiali sempre mediate dall’utilizzo dei social e questo porta ad un isolamento maggiore, soprattutto in coloro che vivono già condizioni di fragilità.


Minore qualità del sonno

Il sonno è vitale per riuscire a dedicarsi in modo adeguato a tutte le attività quotidiane, in particolare durante la pubertà, momento nel quale i cambiamenti fisici e psichici richiedono una quantità di energie spesso sfidante.

Gli adolescenti che dormono poco a causa della grande quantità di tempo trascorsa a scrollare i video sui social o a controllare il proprio profilo e ciò che succede nelle vite degli altri, faticano a concentrarsi, a ricordare e a prestare attenzione. Inoltre, avere un sonno disturbato, frammentato o interrotto può portare anche a problemi comportamentali e maggiori livelli di stress ed ansia. 


Problemi di attenzione

Il cervello umano si sviluppa durante l’infanzia e in adolescenza ha un’accelerazione; gli adolescenti sviluppano varie competenze nuove tra cui le cosiddette “funzioni esecutive”, controllate dalla corteccia frontale, l’ultima parte del cervello a formarsi durante questo periodo di vita.

tra le abilità che sviluppano, ci sono l’autocontrollo e la capacità di concentrazione in compiti sempre più complessi e per periodi di tempo più lunghi. Ma pensiamo per un attimo a come l’utilizzo del telefono può interferire: quante volte succede di distrarsi quando lo schermo del nostro smartphone si illumina improvvisamente? Tra la pubertà e la fine dell’adolescenza, quando il cervello non è ancora completamente formato, l’uso smodato del telefono può compromettere l’acquisizione di tali funzioni esecutive.


Vissuti di dipendenza

Le piattaforme social sono state create per offrire un tipo di piacere immediato, tangibile e accessibile solo con un click. Questo meccanismo attiva dentro di noi quello che si chiama circuito della dopamina, il neurotrasmettitore presente nel nostro cervello che si associa al sistema del piacere e della ricompensa. Quando la dopamina viene rilasciata, ci dà la prova che stiamo svolgendo qualcosa di piacevole, ma non attiva il senso di soddisfazione, facendoci desiderare ancora ciò che ci ha fatto provare piacere e benessere. Quando un adolescente viene privato improvvisamente del proprio telefono, Spesso ha vissuti emotivi e comportamentali tipici delle persone che hanno una dipendenza in condizione di astinenza, tra cui ansia, problemi nell’addormentamento, maggiore irritabilità e tensione.


Alla luce di tutto questo, la soluzione non è quella di demonizzare la tecnologia o i social media, ma di imparare a conoscerli, comprenderli e soprattutto educare a un uso consapevole. Gli strumenti digitali offrono opportunità straordinarie: connessioni, creatività, accesso immediato a conoscenze e nuovi linguaggi. Tuttavia, come ogni strumento potente, necessitano di equilibrio, di confini sani e momenti di disconnessione a favore delle relazioni nel “mondo reale”.

La vera sfida, oggi, non è quella di eliminare gli smartphone dalla vita degli adolescenti, ma di aiutarli a costruire un rapporto più sano con questi mezzi. Un rapporto che non ostacoli il sonno, la concentrazione e le relazioni autentiche, ma che al contrario favorisca crescita, espressione e benessere.Educare a usare la tecnologia senza esserne usati: forse è proprio questa la competenza più importante da sviluppare, insieme a loro.






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